Carissimi,
di seguito troverete i testi sulla pace che abbiamo letto durante il capodanno di pace a Eirene.

Buona lettura.
 

   

CAPODANNO DI PACE 2005
CASA EIRENE

 

 

 

 

 

DALAI  LAMA “OCEANO DI SAGGEZZA”

 

Ogni religione del mondo presenta ideali, tra loro simili, di amore, nonché lo stesso fine di fare del bene all'umanità attraverso la pratica spirituale, e lo stesso effetto di fare dei loro seguaci degli esseri umani migliori. Lo scopo comune di tutti i precetti morali stabiliti dai grandi maestri dell'umanità è l'altruismo. Tutte le religioni concordano sulla necessità di controllare la mente indisciplinata che nutre l'egoismo e altre cause di angustie. E ciascuna, nel suo proprio modo, indica una via che conduce a uno stato spirituale che sia pacifico, disciplinato, etico e saggio, in tal modo aiutando gli esseri viventi ad evitare il dolore e raggiungere la felicità. E per questo motivo che io ho sempre creduto che tutte le religioni, nella loro essenza, contengano lo stesso messaggio. Perciò, vi è grande bisogno di promuovere una migliore comprensione tra le fedi, che conduca allo sviluppo di un reciproco rispetto per la fede di ciascuno. Credo inoltre, ovviamente, che la religione abbia di per se stessa molto da offrire per il con seguimento della pace­

 

 

 

 

 

 

EUGENIO MONTALE-OSSI DI SEPPIA- “I LIMONI”

 

Ascoltami, i poeti laureati

si muovono soltanto fra le piante

dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.

lo, per me, amo le strade che riescono agli erbosi

5       fossi dove in pozzanghere

mezzo seccate agguantano i ragazzi

qualche sparuta anguilla;

le viuzze che seguono i ciglioni,

discendono tra i ciuffi delle canne

10     e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

Meglio se le gazzarre degli uccelli

si spengono inghiottite dall' azzurro:

più chiaro si ascolta il susurro

dei rami amici nell' aria che quasi non si muove,

15          e i sensi di quest' odore

che non sa staccarsi da terra

e piove in petto una dolcezza inquieta.

Qui delle divertite passioni

per miracolo tace la guerra,

20     qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza

ed è l'odore dei limoni.

Vedi, in questi silenzi in cui le cose

s'abbandonano e sembrano vicine

a tradire il loro ultimo segreto,

25     talora ci si aspetta

di scoprire uno sbaglio di Natura,

il punto morto del mondo, l'anello che non tiene,

il filo da disbrogliare che finalmente ci metta

nel mezzo di una verità.

30     Lo sguardo fruga d'intorno,

la mente indaga accorda disunisce

nel profumo che dilaga

quando il giorno più languisce.

Sono i silenzi in cui si vede

35          in ogni ombra umana che si allontana

      qualche disturbata Divinità.

      Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo

nelle città rumorose dove l'azzurro si mostra

soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.

40     La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta

il tedio dell'inverno sulle case,

la luce si fa avara - amara l'anima.

Quando un giorno da un malchiuso portone

tra gli alberi di una corte

45    ci si mostrano i gialli dei limoni;

e il gelo del cuore si sfa,

e in petto ci scrosciano

le loro canzoni

le trombe d'oro della solarità.

 

 

MATTEO SALVATORE “CANI E GATTI”

 

Kwistu munnë è tropp amerë
        Ki stà bbonë e ki stà melë
        Ki fatjë pë kambà
        Ki nën fa nendë
        E magnë assà.

        Nën cë stà bbonë
        Sopë a la terrë
        Poca pacë e troppa guerra
        Jattë e kenë nu parimë
        Fretë e sorë invecë simë

 

 

TRILUSSA “LA NINNA NANNA DE LA GUERRA”

 

 Ninna nanna, nanna ninna,
er pupetto vò la zinna:
dormi, dormi, cocco bello,
sennò chiamo Farfarello
Farfarello e Gujermone
che se mette a pecorone,
Gujermone e Ceccopeppe
che se regge co le zeppe,
co le zeppe d'un impero
mezzo giallo e mezzo nero.
Ninna nanna, pija sonno
ché se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che succedeno ner monno
fra le spade e li fucili
de li popoli civili
Ninna nanna, tu nun senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che commanna;
che se scanna e che s'ammazza
a vantaggio de la razza
o a vantaggio d'una fede
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar Sovrano macellaro.
Chè quer covo d'assassini
che c'insanguina la terra
sa benone che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe li ladri de le Borse.
Fa la ninna, cocco bello,
finchè dura sto macello:
fa la ninna, chè domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima
boni amichi come prima.
So cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:
torneranno più cordiali
li rapporti personali.
E riuniti fra de loro
senza l'ombra d'un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
pe quer popolo cojone
risparmiato dar cannone!

 

 

 

RODARI “CAPODANNO”

 

 

Filastrocca di Capodanno

fammi gli auguri per tutto l'anno

voglio un gennaio col sole d'aprile,

un luglio fresco, un marzo gentile

voglio un giorno senza sera,

voglio un mare senza bufera

voglio un pane sempre fresco,

sul cipresso il fiore del pesco

che siano amici il gatto e il cane,

che diano latte le fontane

Se voglio troppo non darmi niente,

dammi una faccia allegra solamente

 

 

 

 

RODARI “SPERANZA”

 

S'io avessi una botteguccia

 fatta d'una sola stanza vorrei

mettermi a vendere sai cosa?

 La speranza

«Speranza a buon mercato!»

 Per un soldo ne darei

ad un solo cliente

quanto basti per sei

E alla povera gente

che non ha da campare darei

 tutta la mia speranza senza

 farla pagare

 

 

SENECA “LETTERA A LUCILIO”

 

Se al tuo sguardo si presenterà un bosco folto di alberi antichi e insolitamente alti, con rami intrecciati gli uni negli altri e così fitti da impedire la vista del cielo, ecco: l'altezza di quel bosco, la solitudine del luogo, il miracolo di quell'ombra così densa e continua in spazio aperto ti faranno fede che dio c'è. Se una grotta, scavata in profondità non dall'uomo ma dalla natura, divora interamente la roccia e tiene sospeso un monte, a quella vista il

tuo animo sarà scosso dal presentimento del sacro. Noi veneriamo le sorgenti dei grandi fiumi; dove dal nulla sgorga ~

improvviso un immenso corso d'acqua, là sorgono altari; le fonti termali sono oggetto di culto e vi sono laghi resi sacri dalla loro cupa e insondabile profondità. 4. Se vedrai un uomo impavido nei pericoli, immune dalle passioni, felice nelle avversità, sereno in mezzo alle tempeste, che guarda gli altri uomini dall'alto e gli dèi faccia a faccia, non proverai venerazione per lui?

 

 

SALMO SUFI

 

Signore, un giorno visito la chiesa,

un altro giorno la moschea;

ma da un tempio all’altro

soltanto Te io cerco.

Per i Tuoi discepoli non c’è eresia,

non c’è ortodossia;

tutti possono vedere

la Tua verità senza veli.

Che l’eretico insista con la sua eresia

e l’ortodosso con la sua ortodossia.

Il Tuo fedele e venditore di profumi:

ha bisogno dell’essenza di rose

del divino Amore

 

 


 

 

PAPA GIOVANNI XXIII “Pacem in terris”

 

Il grande compito degli uomini magnanimi: istituire con verità, giustizia, carità e libertà, un nuovo sistema di rapporti nella società umana; il compito di realizzare la vera pace nell’ordine stabilito da Dio. Noi elogiano pubblicamente tali uomini e li esortiamo a perseverare nel loro impegno con zelo anche maggiore. È un imperativo del dovere; è una necessità dell’amore.

 

 

Corano: XIII, 22

 

È quelli che sono costanti nelle avversità (…) e allontanano il male con il bene, costoro sono quelli a cui toccherà il premio del paradiso

 

 

Corano: XLII, 41

 

Quanto a quelli che avranno sopportato con pazienza e perdonato l’ingiuria, in verità, questo è nell’ordine delle cose volute da Dio.

 

 

M.L. KING

 

Io non ho paura delle parole dei violenti, ma dal silenzio degli onesti

 

 

TOLSTOJI"IL GRANDE PECCATO"

 

Possedere centinaia e migliaia di acri, speculare sulla terra, vivere nel lusso opprimendo i popoli, discutere in comitati e assemblee i mezzi per migliorar la sorte dei contadini e non sacrificare uno solo dei vantaggi procacciati dall'ingiustizia, è azione non solo malvagia, ma abominevole, nociva, condannata dal buon senso, da Il' onestà, dal senti­mento cristiano

Non è gia necessario escogitare dotti espedienti per giovare agli uomini, privati del loro diritto alla proprietà del suolo, bensì rendersi conto della propria ingiustizia e cessare

ad ogni costo di esserne complice.

 

 

 

 

  

 

 

M.L.KING “IO HO UN SOGNO”

 

E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno. E’ un sogno profondamente radicato nel sogno americano, che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali
Io ho davanti a me un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.
Io ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell’arroganza dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia.
Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi!.
Io ho davanti a me un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e i luoghi tortuosi raddrizzati e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli essere viventi, insieme, la vedranno. E’ questa la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso il Sud.
Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una bellissima sinfonia di fratellanza.
Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di pregare insieme, di lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi. Quello sarà il giorno in cui tutti i figli di Dio sapranno cantare con significati nuovi: paese mio, di te, dolce terra di libertà, di te io canto; terra dove morirono i miei padri, terra orgoglio del pellegrino, da ogni pendice di montagna risuoni la libertà; e se l’America vuole essere una grande nazione possa questo accadere.
Risuoni quindi la libertà dalle poderose montagne dello stato di New York.
Risuoni la libertà negli alti Allegheny della Pennsylvania.
Risuoni la libertà dalle Montagne Rocciose del Colorado, imbiancate di neve.
Risuoni la libertà dai dolci pendii della California.
Ma non soltanto.
Risuoni la libertà dalla Stone Mountain della Georgia.
Risuoni la libertà dalla Lookout Mountain del Tennessee.
Risuoni la libertà da ogni monte e monticello del Mississippi. Da ogni pendice risuoni la libertà.
E quando lasciamo risuonare la libertà, quando le permettiamo di risuonare da ogni villaggio e da ogni borgo, da ogni stato e da ogni città, acceleriamo anche quel giorno in cui tutti i figli di Dio, neri e bianchi, ebrei e gentili, cattolici e protestanti, sapranno unire le mani e cantare con le parole del vecchio spiritual: "Liberi finalmente, liberi finalmente; grazie Dio Onnipotente, siamo liberi finalmente".

 

 

 

 

 

 

M.L.KING “AMORE”

 

Nel Nuovo Testamento in greco ci sono tre parole per esprimere il concetto di amore. Una è la parola eros. L'eros è una specie di amore estetico, romantico. Platone usa sovente questo vocabolo nei suoi Dialoghi, per esprimere il desiderio ardente dell' anima per il divino. Anche nei suoi aspetti più romantici, l'eros sarà sempre bello, e i sentimenti di amore più puro e più alto furono espressi con questa parola.

Poi il greco ha un altro vocabolo: philos. Si tratta dell'amore intimo tra amici personali. È l'amore che abbiamo per coloro che vanno d'accordo con noi, e coloro che amiamo cosi sono amati perché ci amano.

Ancora il greco ha una terza parola, agape. L'agape è più dell'amore romantico, è più dell'amicizia. È la buona volontà comprensiva, creativa, redentiva, nei confronti di tutti gli uomini; è un amore traboccante che non si aspetta di essere ricambiato. I teologi direbbero che è l'amore di Dio che opera nel cuore umano. Quando riusciamo ad amare a questo livello, amiamo tutti non perché ci sono simpatici, non

perché vanno d'accordo con noi, ma unicamente perché Dio li ama. Questo voleva

dire Gesù quando disse: “Amate i vostri nemici”

Sono contento che non abbia detto: “Abbiate simpatia per i vostri nemici”, perché

c'è molta gente per la quale trovo molto difficile avere simpatia. La simpatia proviene dalla emotività, e io non posso avere simpatia per chi getta bombe sulla mia casa, per chi mi sfrutta, per chi è pronto a calpestarmi con le sue ingiustizie. Non posso avere simpatia per costoro, non posso avere simpatia per chi minaccia di uccidermi da un giorno all' altro. Ma Gesù mi ricorda che 1'amore è più grande della simpatia. L'amore è buona volontà ricca di comprensione, di creatività, di redenzione, nei confronti di tutti gli uomini.

 

 

CANTICO DEI CANTICI “VIII, 6-7”

 

6      Ponimi come sigillo sul tuo cuore,

come sigillo sul tuo braccio,

perché forte come la Morte è Amore,

 inesorabile come lo Sheoll la Gelosia:

le sue scintille sono scintille ardenti,

 una fiamma divina!

7….Le grandi acque non possono spegnere .1'Amore

né i fiumi sommergerlo.

Se un uomo offrisse

tutta la ricchezza della sua casa

in cambio dell'Amore, otterrebbe solo disprezzo

 

 

 

 

 

 

 

SAN PAOLO PRIMA LETTERA AI CORINZI 13,5

 

     Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,

     ma non avessi la carità ,

sono come un bronzo che risuona

o un cembalo che tintinna.

 E se avessi il dono della profezia

e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza,

e possedessi la pienezza della fede

così da trasportare le montagne,

ma non avessi la carità,

non sono nulla.

 E se anche distribuissi tutte le mie sostanze

e dessi il mio corpo per esser bruciato,

ma non avessi la carità,

niente mi giova.

 La carità è paziente,

è benigna la carità;

non è invidiosa la carità,

non si vanta, non si gonfia,

     non manca di rispetto,

non cerca il suo interesse,

non si adira,

non tiene conto del male ricevuto,

 non gode dell'ingiustizia,

 ma si compiace della verità.

 'Tutto copre", tutto crede,

 tutto spera, tutto sopporta.

  La carità non avrà mai fine.

  Le profezie scompariranno;

  il dono delle lingue cesserà

e la scienza svanirà.

  La nostra conoscenza è imperfetta

     e imperfetta la nostra profezia.

  Ma quando verrà ciò che è perfetto,

     quello che è imperfetto scomparirà.

  Quand'ero bambino, parlavo da bambino,

  pensavo da bambino, ragionavo da bambino.

  Ma, divenuto uomo,

     ciò che era da bambino l'ho abbandonato.

 "Ora vediamo come in uno specchio,

in maniera confusa;

ma allora vedremo a faccia a faccia.

Ora conosco in modo imperfetto,

ma allora conoscerò perfettamente,

come anch'io sono conosciuto.

  Queste dunque le tre cose che rimangono:

  la fede, la speranza e la carità;

     ma di tutte più grande è la carità